Mostra Elliott Erwitt

Mostra Elliott Erwitt

Elliott Erwitt

La mostra

La mostra Personae è la prima grande retrospettiva su Elliott Erwitt che raccoglie le sue immagini in bianco e nero e a colori.

I suoi scatti in bianco e nero sono ormai diventati delle icone della fotografia, esposti con grande successo a livello internazionale, mentre la sua produzione a colori è quasi del tutto inedita. Il percorso espositivo mette in evidenza l’eleganza compositiva, la profonda umanità, l’ironia e talvolta la comicità, tutte caratteristiche che rendono Erwitt un autore amatissimo e inimitabile, non a caso considerato il fotografo della commedia umana.

Marilyn Monroe, Che Guevara, Sophia Loren, John Kennedy, Arnold Schwarzenegger, sono alcune delle numerose celebrità colte dal suo obiettivo ed esposte in mostra. Su tutte Erwitt posa uno sguardo acuto e al tempo stesso pieno di empatia, dal quale emerge l’ironia e la complessità del vivere quotidiano. Con lo stesso atteggiamento, d’altra parte, Erwitt rivolge la sua attenzione a qualsiasi altro soggetto.

Con Solidor, presente in mostra anche con un video, si apre la sezione dedicata al colore. Quando Erwitt inizia la sua carriera, negli anni ’40, la fotografia è sostanzialmente in bianco e nero. Le prime pellicole a colori, appena comparse, sono instabili, hanno costi molto alti, risultati poco fedeli e soprattutto non gestibili nei laboratori personali dei fotografi.

Con gli anni il colore migliora tecnicamente e i giornali lo adottano, imponendolo ai fotografi, che, per comodità e per scelta di linguaggio espressivo, rimangono ancorati al bianco e nero per le foto artistiche. Anche Erwitt vi si mantiene fedele, dedicando il colore solo ai lavori editoriali e pubblicitari: dalla politica al sociale, dall’architettura al cinema e alla moda.

A distanza di decenni, intorno a queste immagini Erwitt ha compiuto un vero e proprio viaggio, durato mesi, posando su di esse uno sguardo critico e contemporaneo. E’ nata così una raccolta, pubblicata per la prima volta nel 2013 con il volume Kolor di teNeues e ora finalmente esposta con circa 100 scatti, che lui stesso ha selezionato con Biba Giacchetti nel suo studio di New York.

La rassegna dimostra così come la sua straordinaria sensibilità passi indifferentemente dal colore al bianco e nero e viceversa, in una totale continuità di stile e di ricerca. Membro dal 1953 della storica agenzia Magnum, Erwitt ha raccontato con piglio giornalistico gli ultimi sessant’anni di storia e di civiltà contemporanea, cogliendo gli aspetti più drammatici ma anche quelli più divertenti della vita che è passata di fronte al suo obiettivo.

Il fotografo Elliott Erwitt

Elliott Erwitt, fotografo di fama mondiale, vide la prima luce a Parigi nel 1928, figlio di genitori russi emigrati. La sua infanzia si dipanò tra le strade di Milano fino a quando, all'età di dieci anni, si trovò nuovamente a cambiare paesaggio: prima a Parigi e successivamente, dopo un breve periodo, a New York. La definitiva svolta avvenne nel 1941, quando la sua famiglia pose le radici a Los Angeles. Durante i suoi anni alla Hollywood High School, Erwitt si avvicinò al mondo della fotografia, lavorando in un laboratorio dove sviluppava fotografie per gli amanti del cinema, ritraendo gli idoli di Hollywood.

La svolta professionale arrivò nel 1948, quando Erwitt ebbe l'opportunità di incontrare figure emblematiche della fotografia come Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker. La stima e il riconoscimento che questi maestri espressero verso il suo lavoro furono tali da assumerli come suoi mentori. Il 1949 segnò il suo ritorno in Europa, dove iniziò a viaggiare e a catturare immagini dell'Italia e della Francia, gettando così le basi della sua carriera fotografica. Anche durante il servizio militare, iniziato nel 1951, Erwitt non cessò di immortalare momenti e persone, contribuendo con le sue opere a diverse pubblicazioni e progetti dell'esercito, in luoghi come il New Jersey, la Germania e la Francia. Concluso il servizio militare nel 1953, Erwitt ricevette l'illustre invito da Robert Capa a unirsi a Magnum Photos, l'agenzia fotografica d'élite della quale divenne presidente nel 1968, carica che mantenne per tre mandati consecutivi.

L'innegabile talento di Erwitt lo portò a espandere il suo repertorio artistico anche nel mondo cinematografico durante gli anni Settanta. Si cimentò nella regia di documentari di rilevanza come "Beauty Knows No Pain" nel 1971, "Red White and Blue Grass" con il sostegno dell'American Film Institute nel 1973, e il premiato "The Glassmakers of Herat" nel 1979. Gli anni Ottanta furono testimoni della sua versatilità artistica, con la produzione di diciassette opere teatrali e programmi satirici per Home Box Office. Parallelamente, Erwitt non ha mai trascurato la sua passione primaria, continuando a lavorare instancabilmente per riviste, industrie e campagne pubblicitarie.

La passione di Erwitt per la fotografia non si è mai sopita, e ha dedicato ogni momento disponibile alla creazione di libri e all'organizzazione di mostre che presentano il suo lavoro. Finora, la sua prolificità si è concretizzata in circa trenta pubblicazioni, che rappresentano un ricco e variegato portfolio di un'artista senza tempo.

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